Distacchi del copriferro, armature ossidate, carbonatazione: come riconoscere il degrado del calcestruzzo e scegliere l'intervento corretto prima che diventi un problema strutturale.

Il calcestruzzo armato è stato a lungo considerato un materiale eterno. Tuttavia, l'esperienza dei cantieri e la ricerca scientifica hanno dimostrato che anch'esso è soggetto a un naturale processo di invecchiamento e degrado, accelerato dall'esposizione ad agenti atmosferici e inquinanti ambientali.

Il processo di degradazione: come avviene

La causa principale del degrado del cemento armato è la carbonatazione. L'anidride carbonica presente nell'aria penetra nei pori del calcestruzzo, abbassandone il pH da valori fortemente basici (pH 12-13, che protegge il ferro) a valori neutri (pH 9). Venuta meno questa protezione alcalina, in presenza di umidità e ossigeno, le armature in ferro iniziano ad ossidarsi.

L'ossidazione (la ruggine) comporta un aumento di volume del ferro fino a 6 volte rispetto al metallo originario. Questo aumento volumetrico genera tensioni interne insostenibili per il calcestruzzo, provocando fessurazioni e, infine, il distacco del copriferro.

Nota tecnica

Intervenire tempestivamente alla comparsa delle prime fessurazioni o macchie di ruggine consente di ridurre i costi dell'intervento del 70% rispetto a un ripristino strutturale tardivo.

Le fasi per un ripristino a regola d'arte

Per eseguire un ripristino duraturo ed efficace del calcestruzzo armato, Fratus segue un rigido protocollo operativo:

«La durabilità di un ripristino strutturale dipende al 90% dalla corretta preparazione del supporto murario.»

Hai un immobile da ristrutturare o recuperare?

Fratus Restauri affianca progettisti, fondi e proprietà nella riqualificazione di immobili di pregio tra Milano, Bergamo e Lecco.

Parliamo del tuo progetto